Una redazione che segue i fascicoli, non le mode. Nata per documentare come si prendono le decisioni sulla salute pubblica e chi le paga.
Un giornale online che segue la sanità pubblica non nasce in un giorno. Queste sono le tappe che hanno segnato il nostro modo di lavorare: dalle prime inchieste sui bilanci regionali alla rete di collaboratori che oggi copre sette regioni.
Tre giornalisti e un archivio di documenti. Pubblichiamo la prima serie di report sulle voci di spesa delle aziende sanitarie locali, con tabelle commentate e richieste di accesso agli atti. Il metodo resta lo stesso ancora oggi: nessun dato senza fonte verificabile.
Arrivano i primi collaboratori stabili a Napoli, Bologna e Palermo. Ogni corrispondente segue il proprio servizio sanitario regionale e segnala alla redazione centrale i nodi che meritano un approfondimento. Da qui nasce la rubrica fissa sui pronto soccorso.
Per diciotto mesi pubblichiamo aggiornamenti quotidiani sui bollettini, sui reparti in affanno e sulle decisioni del comitato tecnico-scientifico. Impariamo a distinguere il dato grezzo dalla sua lettura, e a scriverlo in modo comprensibile senza semplificare troppo.
Mettiamo online una sezione consultabile con i documenti istituzionali citati negli articoli: delibere, circolari, relazioni parlamentari. Chi legge può risalire alla fonte originale. È il passaggio che ci ha avvicinato a molti ricercatori e operatori del settore.
Nasce la copertura continuativa sui bandi di finanziamento e sui laboratori degli IRCCS. Seguiamo i tempi di erogazione, le graduatorie e le ricadute cliniche dichiarate. Un lavoro lento, fatto di telefonate e di confronti con chi sta in reparto.
Dal primo bollettino settimanale alle inchieste sui bilanci regionali: le tappe che hanno definito il nostro modo di fare cronaca medica, con le scelte editoriali che ancora oggi guidano il lavoro in redazione.
Nasce come archivio condiviso tra giornalisti e medici di due regioni: raccoglieva accessi, tempi di attesa e chiusure di reparto. Da quel foglio sono arrivate le prime segnalazioni pubblicate.
Iniziamo a leggere i decreti ministeriali e i piani regionali sulla ricerca sanitaria. Non solo annunci: confrontiamo le cifre stanziate con quelle effettivamente erogate ai laboratori.
Durante l'emergenza abbiamo ricostruito i flussi di notifica regione per regione, spiegando perché i bollettini settimanali non vanno letti come fotografie istantanee.
Ogni dato pubblicato passa da una fonte istituzionale e da un riscontro sul campo: un referente ospedaliero, un ricercatore, un direttore di distretto. Se manca il secondo, lo scriviamo nel pezzo.
Abbiamo seguito l'iter delle riforme sull'assistenza territoriale e sulla programmazione dei posti letto, con report da aziende sanitarie di dimensioni diverse per capire cosa cambia davvero nei reparti.
La redazione lavora su fonti pubbliche e verifiche dirette. Chi vuole segnalare un caso o proporre un approfondimento può scrivere a info@plasna.com oppure chiamare il +78 1254 38821247.