Come si svolge il percorso di onboarding redazionale
Prima di pubblicare, ogni nuovo collaboratore attraversa una sequenza fissa di passaggi: verifica delle fonti, confronto con i dati regionali, revisione editoriale e firma della nota metodologica. Qui sotto trovi la scansione temporale degli step, con quello che ci si aspetta in ciascuna fase e i limiti pratici che abbiamo imparato a rispettare.
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Settimana 1
Accesso all'archivio e lettura delle fonti primarie
Si parte dai documenti istituzionali: delibere regionali, bollettini di sorveglianza, relazioni parlamentari sulla spesa sanitaria. Serve prendere confidenza con i formati e con i tempi di pubblicazione, che raramente coincidono con quelli della cronaca.
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Settimana 2
Primo reportage su un reparto o un servizio territoriale
Uscita sul campo con un redattore esperto. Si raccolgono testimonianze di personale sanitario e si confrontano con i numeri ufficiali. La bozza resta in revisione finché non regge il controllo incrociato tra fonte dichiarata e dato verificabile.
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Settimana 3
Scrittura di una scheda di approfondimento
Testo breve, struttura netta: contesto, dati, voci raccolte, nodi aperti. Si impara a distinguere ciò che è documentato da ciò che è ancora in discussione tra gli addetti ai lavori, senza forzare conclusioni.
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Settimana 4
Revisione con la redazione e nota metodologica
Confronto collettivo sul pezzo, verifica delle citazioni, controllo delle date e delle denominazioni ufficiali di enti e strutture. Alla fine si firma la nota che accompagna l'articolo e ne dichiara i limiti.
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Dal secondo mese
Assegnazione autonoma degli argomenti
Chi ha completato le fasi precedenti propone in autonomia i temi, purché restino dentro il perimetro del giornalismo sanitario e delle politiche della salute. Restano esclusi i contenuti promozionali e le materie fuori dal nostro ambito.
Il percorso non ha una durata rigida: chi arriva da una redazione scientifica procede più veloce sulla terminologia, chi viene dalla cronaca generale recupera prima sul metodo delle fonti. In entrambi i casi la revisione resta obbligatoria prima della pubblicazione.